Calcio in Calabria/Seconda Categoria girone E/ Il Nuovo Polistena sbanca Melito (1-4), trova balocchi e profumi sotto l'albero e si rilancia in classifica generale

16 dicembre 2017     17:27

 

I padroni di casa del Futsal Melito, hanno fatto ciò che hanno potuto, ma la fraschezza atletica dei pianigiani ha fatto la differenza

IL CAMPIONATO HA SCOPERTO UN'ALTRA PRETENDENTE ALLA VITTORIA FINALE, MA IL NUOVO POLISTENA DEI GIOVANI, NON E' UNA METEORA

Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO-Si avvicina il Santa Natale ed il Nuovo Polistena riceva la sua strenna, balocchi e ninnoli. Ma il Melito, nonostante la debacle ed il punteggio eccessivamente punitivo, esce a testa alta dallo scontro.

Viceversa l'omino con giubba rossa e capelli bianchi, scatafascia carrette di carbone nero ed amaro, giusto dopo essere entrato dalla curva innevata a bordo di una slitta trainata dalle classica renna. 

Va messo subito in chiaro che gli ospiti pianigiani, siano venuti al Marosimone per strappare l'intera posta in palio. Lo dimostrano da subito alcuni affondi che non si concludono con la segnatura per  ragioni di imprecisione od eccesso di precipitazione nelle conclusioni a rete.

Tuttavia il Melito passa per primo in vantaggio con lo sgusciante Pizzi, finto terzino con licenza di sganciarsi sulla fascia e saettare a rete. Lo fa, nella circostanza, con l'aiutino della difesa polistenese che commette una distrazione fatale.

Va in onda la strana ma inesorabile legge non scritta del "goal mancato, goal segnato o goal fallito, goal subìto). Zaccone riceva un regalino da Babbonatale, ma sbaglia incredibilmente, solo davanti al portiere.

Finisce qui la partita del Melito che resiste per settanta minuti e poi crolla, sotto i colpi delle spit fires polistenesi. Mosquitos che svolazzano sul campo incontenibili.

Il team-dream di mister Vincenzo Calcopietro (Mangeruca, Auddino, Bertucci, Buzzese, Fazzari, Spadaro, Sinopoli, Mileto Cannata, Sorbara; Zito, Amaro, La Rosa, Kevin Piccolo, Claudio Piccolo, Papalia), ha disputato, nella fossa dei leoni, un grosso match per carattere e personalità.

Partito con un timido 4-4-2, via via si è modificato in un 4-3-3.

Fino a chiudere con un 4-4 e poi in un 3-2-5. Hanno funzionato le diagonali, le sovrapposizioni ed il gioco sulle fasce; potendo contare su difensori esterni veloci e tornanti di fascia rapidi.

Un ottimo lavoro. Calcio con le bollicine, effervescente e spuneggiante al 'Saverio Spinella' che ha rallegrato il cuore di quegli sparuti wariors, skin-heads e hoolihgans, che avevano osato sfidare l' ira funesta di Barbabianca, gli spifferi siberiani ed i soffioni polari etnei di Capitan Gelo.

Così il successo per il Melito, oramai sull'orlo di una crisi di nervi, si è trasformato in un tram che si chiama desiderio.

Va detto subito che il Nuovo Polistena presentatosi a Melito con lo spirito d'avventura di Indiana Jones ed i predatori dell'arca perduta, se non di Sandokhan la tigre della Malesia, è stato superiore ai padroni di casa, nettamente sovrastati sul piano tecnico, tattico ed agonistico. Uno squadrone coi fiocchi, che segna, sogna e fa sognare; che, non è proibito.

Un merito speciale va ascritto a Spadaro alias 'Penna Bianca' che come Fabrizio Ravanelli è stato determinante sulla fascia, con le sue incursioni devastanti; ma anche valido in copertura. Un incontrista di razza.

Il Titanic melitese si è infranto contro gli scogli polistenesi ed è colato a picco, soprattutto nella riresa. Mister Ciccio Scordo è corso ai ripari inserendo delle falle per rattoppare la rabberciata fiancata del transatlantico. Un buco nell'acqua. E gli ospiti, non hanno voluto maramaldeggiare.

Mister Mimmo Tripodi, l'ultimo dei mohicani, letteralmente annichilito, a bordo campo inghiottiva bocconi amari. Non si aspettava un Nuovo Polistena così pimpante e ben messo in arnese.

Salvatore Idà non può rispondere come Rhett Butler a Rossella O'Hara ('Francamente me ne infischio')in "Via col vento". Non è nel suo stile. Anzi, riconosce il valore dell'avversario e non abbozza nessuna scusante, per non offuscare la vittoria strameritata degli ospiti:una signora squadra.

Altro che Guerre Stellari:"Non c'è stata partita- afferma senza mezzi termini nè sofismi, il trainer locale Ciccio Scordo-. Sebbene, comunque per settanta minuti siamo rimasti in partita".

 

Kevin Piccolo, Mileto e De Leo sembravano il bello, il brutto, il cattivo. Amaro è stato cinico sotto porta, quasi quanto Cheyenne in 'C'era una volta il West'. Detta così, sembrerebbe che il Melito  (Fortunato Idà, Pizzi, Whaid, Marof, Calabrò, Battaglia, Barreca,, Bruno Pansera, Zaccone, Minicuci, Angelo Idà; Trigila, Latella, Surace, Parisi, Salvatore Pansera, Trapani)sia andato a Patrasso o peggio che abbia alzato bandiera bianca, quasi senza combattere, ma non è così.

Certo con il maestro Ciccio Candito, che dirige l'orchestra del Marosimone, meglio di Riccardo Muti o di Claudio Abbado, appiedato incredibilmente dal 'Barbè della Lega calabrese, non solo senza avere colpa alcuna, ma addirittura senza che fosse presente sul campo al momento del presunto spintone ai danni dell'arbitro. Un altro colossale abbaglio.

Il fortissimo centrocampista del Melito soffriva l'ora nona. Non voleva veder perdere la sua squadra. In qualche modo voleva salvarla. Un posto al sole in 'Salvate il soldato Ryan'.

Quelli del Melito, non erano gli ammutinati del Bounty. Bruno Pansera ha combattuto  strenuamente come Davy Crockett a Forte Alamo e Calabrò come Jim Hawkins in 'L'isola del tesoro'. Il trainer ha urlato quanto  Beniamino Gigli nei panni di Alfredo Germont ('La Traviata') al teatro Alla Scala di Milano.

Capitan Fazari nelle vesti di Giasone, ha compiuto l'impresa  insieme ai suoi Argonauti, di tornare a Polistena con il vello d'oro. In attesa di incrociare i guantoni con la Ludos Vecchia Miniera in programma a Polistena, dopo la Befana.

Il Melito, che era reduce di due successi di cui uno in campo esterno, si lecca le ferite e farà tesoro degli errori. Tipo anche i cartellini gialli, regalati con incredibile facilità ed imprudenza, chesi assommano aritmaticamente per tutti, anche per gli smemorati, facendo scattare il cartellino rosso e comunque la squalifica automatica, dopo un certo numero che via via si assottiglia.

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Sebbene la difesa sia diventata improvvisamente una retroguardia materasso....cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono iventi e si abbatterono su quella casa, ed essa crollò, perchè era costruita sulla sabbia.

Le vacanze obbligatorie e prolungate, tornano quanto mai salutari e gradite. Sia per riposarsi e riconquistare energie, ma anche per recuperare squalificati ed indisponibili. Per la zona play-off, molto importante per il salto di categoria, nulla è ancora precluso, ma bisogna allenarsi; il tallone d'Achille, non solo del Melito, a quanto pare.

Il signor Cristian Tambris, direttore dell'incontro, ha azzeccato tutto, tranne un paio di off-sides fischiati a Zaccone, lanciato a rete, che non c'erano assolutamente. Il designatore degli arbitri gli aveva assegnato una gara deicata. Missione compiuta quanto quella di Michele Strogoff.

Domenico Salvatore

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