Calcio in Calabria/Seconda categoria girone E Calabria/L'ambizioso Lazzaro, ringrazia il Melito Futsal che non perde il vizietto di crollare in casa

20 novembre 2017     04:38

Posted by Domenico Salvatore-

 

Calcio in Calabria 2^ ctg girone E, il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma i conti non tornano e gli ospiti ringraziano per la strenna natalizia

IL LAZZARO DI NATO SGRO' E PEPPE CARA, NON E' UNA METEORA, FA SUL SERIO, SBANCA IL RETTANGOLO DELLA MELITESE E CONQUISTA LA VETTA DELLA CLASSIFICA IN COABITAZIONE

 

Melito Porto Salvo (rc)-Ogni anno, puntualmente la Melitese si presenta ai nastri di partenza e viene data dai bookmakers tra le favorite del torneo di seconda categoria Calabria. Per la storia, il bacino di utenza, lo stadio, la rosa dei calciatori, la tifoseria, le competenze, l'esperienza e la professionalità.

Tuttavia stavolta per ritrovare il bandolo della matassa, serviva quantomeno, la magia del maghetto Harry Potter; se non quella del Genio della Lampada di Aladino. Oppure la lira di Orfeo con cui l'eroe, alla ricerca della sua Euridice morsa dal serpente, riuscì ad incantare Caronte, Cerbero e Plutone.

L'impatto non è proprio dei migliori. Perde il derby già alla prima giornata con i cugini del Borgo Grecanico, sia pure di giusta misura. L'intelaiatura della squadra è la stessa dell'anno scorso, con l'aggiunta di nuovi elementi, a partire dal trainer, Ciccio Scordo, che l'anno scorso allenava a Condofuri.

Anche i quadri dirigenziali sono i medesimi della passata stagione; con i vari Mimmo Tripodi, Carmelo Laganà, Salvatore Idà, Saverio Pellicone. Innnanzitutto bisogna sottolineare che nel gioco del calcio al primo posto vengano gli allenamenti infrasettimanali.

Purtroppo i calciatori (e per certi versi anche i dirigenti che dovrebbero vigilare), dimenticano che senza stratching, non si vada da nessuna parte; perchè te li vedi passare e spassare davanti e ti saltano i nervi, che sfociano nei cartellini gialli e rossi. "Prima "parlano le gambe. Finita la birra, parla la bocca e come tutti sanno, la 'gargia' a briglia sciolta, combina solo disastri e sfracelli.

Quando devi inseguire il risultato o ti affidi alla classe dei singoli come Favasuli ('na nuci 'nto saccu, non scrusci) che aveva rattoppato  e rimediato alle colossali dormite di una difesa, fin troppo ballerina. Negli anni passati la retroguardia, era il punto di forza della Melitese. Interdiva e rilanciava in tempo reale.

Senza capitan Ciccio Candito in cabina di regìa, infortunato come Peppe Laganà l'equipe locale ha balbettato. La manovra a centrocampo era farraginosa e stridente. La profondità e la verticalizzazione lasciavano a desiderare. Il modulo tattico 4-3-2-1 o 4-4-2 tartagliava.

Per intenderci i rifornimenti per le punte Favasuli e Zaccone non erano nè puntuali, nè massicci; e men che meno, precisi.Sebbene i rifornitori Salvatore e Bruno Pansera e il difensore esterno Battaglia avessero fatta la spola avanti ed indietro.

Con quest'organico mister Ciccio Scordo di miracoli, non ne potrà fare. Servono due puntelli di categoria in difesa ed un play-maker in avanti per liberare il geniale Candito da certe incombenze fuorvianti e dispersive; a tutto detrimento del rilancio e delle ripartenze.

Questa casa non è costruita sulla roccia....'Cadde la pioggia, strariparno i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa crollò, perchè era costruita sulla sabbia'. Nonostante tutto, la classifica autorizza ottimismi. A patto e condizione di ricostruire dalle fondamenta e stavolta con tecniche anti-terremoto.

Va tutto bene invece al Lazzaro, ancora incompleto e 'vedovo' di qualche infortunato o indisponibile, che ha offerto spunti calcio spettacolo e con le bollicine, mentre scrosciavano gli applausi a scena aperta come al Madison Garden Square, dopo un gancio sinistro di Cassius Clay, doppiato da un montante destro.

Sospinto da una difesa arcigna e robusta; da un centrocampo efficiente e funzionale e da un attacco pieno zeppo di spit-fires e mosquitos, degno di questo nome. Il suo tridente è apparso efficace nel momento top della partita.

Ha segnato due reti, di ottima fattura, ma ha saputo creare almeno tre o quattro palle goal nell'arco dei novanta minuti. Una forza d'urto che gli ha consentito di agguantare la vetta. Il trainer Peppe Cara è stato un grande giocatore e da allenatore se la cava meglio di...Marcello D'Orta.

Ha fatto ballare il rock and roll e la macarena alla sua panchina, sudando come un negro nelle piantagioni del Mississipi e dell'Alabama. Ha urlato come Luciano Pavarotti  Alla Scala di Milano, nei panni di Alfredo Germont (La Traviata), sino alla raucedine.

Ha un ottimo rapporto con la società e con la tifoseria; sa parlare ai giocatori, senza essere glottologo, filologo e professore universitario. Senza aver frequentato Università del calibro...Oxford, Cambridge, Harvard 
Massachusetts Institute of Technology Berkeley, Columbia University,
“La Sapienza” di Roma, Università di Bologna e Università di Padova, Università di Milano, Università di Torino, Università di Pisa, la Sorbona ecc.

Si sono scaldati le mani gli aficionados, peones e campesinos a bordo campo. Non soltanto per il freddo pungente. Non siamo ancora ai soffioni siberiani, al freddo polare ed agli spifferi etnei, ma il guardaroba sarà visitato tra poco.

Il Mongibello già imparruccato sino alle basse quote suggerisce di 'scomodare' guanti, cappellini, sciarpe, maglie di lana, giacconi, cappotti, Montgomery, scarponi e stivaletti, lupetti, giacche a vento e così via.

Il Melito era abituato a passeggiare contro il Lazzaro. In casa e fuori, ma stavolta il boccone gli è rimasto sul gozzo. Nemmeno un pareggino piccolo così. Gli ospiti leucopetrini, si son portati l'intera posta in palio sulle rive care al console Publio Valerio, che ospitò fra gli altri anche Marco Tullio Cicerone " Cum autem me ex Sicilia ad Leucopetram, quod est promontorium agri Regini... "(Cicerone, Filippiche, I, 7 ).

Nato Sgrò, non ci sta più dentro la pelle e per un istante si fa travolgere dall'euforia e dall'entusiasmo, come i tifosi che a bodo pista hanno sofferto, prima di potersi sfogare e di far salire le loro urla liberatrici sino al padre Zeus.

Come Giasone, capo della spedizione degli Argonauti finalizzata alla conquista del vello d'oro, ha  trionfato; ha sbancato il 'Saverio Spinella' di Melito ed issato il vessillo sul pennone della nave.

Ha meritato il diritto di transitare sotto l'arco di trionfo a Roma con la testa cinta da una corona dorata di alloro. Non era facile entrare nel labirinto come Teseo, uccidere il Minotauro e con l'aiuto del filo di Arianna, guadagnare l'uscita.

Fuori di metafora, il lazzaro è apparso più squadra. Ma soprattutto ha mostrato una 'sete' di vittoria e successo, mai vista prima d'ora. Una 'fame' di riscatto e di rilancio che può portare lontano.

Nonostante ciò, la formazione di casa, avrebbe potuto agganciare benissimo il pareggio con maggiore fortuna, unusquisque faber est fortunae suae, nelle occasioni da rete costruite, nel primo e nel secondo tempo. Ma questo è il senno di poi. Ha vinto il Lazzaro. Onore al Lazzaro!

Il Melito deve far tesoro della sconfitta e meditare e riflettere sul suo futuro, che ancora si può tingere di rosa. Tuttavia, non si possono fare le nozze coi fichi secchi. Altrimenti si finirà sull'orlo di una crisi di nervi e la vittoria, sarà sempre un tram che si chiama desiderio.

Ha schiacciato l'acceleratore a tavoletta, mentre l'arbitro allungava il tempo come Minerva per Ulisse e Penelope. Nel finale thriling e mozzafiato la Melitese è costretta a passare sotto le forche caudine; se non a provare il supplizio di tantato...avverte costantemente il bisogno di mangiare e bere, ma nonostante sia circondato da cibo e acqua non può né nutrirsi né dissetarsi. È legato ad un albero da frutto carico di ogni qualità di frutti, ed immerso fino al collo in un lago d'acqua dolce; tuttavia, appena Tantalo prova a bere, il lago si asciuga, e non appena prova a prendere un frutto i rami si allontanano, o un alito di vento improvviso li fa volare via lontano dalle sue mani.

Inoltre un grosso macigno incombe su di lui, minacciando di schiacciargli il cranio e facendolo così vivere in uno stato di terrore perenne.La classifica si è sgranata in due.Il team di Laganà, figura sul lato sinistro e può guardare avanti con rinnovata fiducia in se stessso. Se si allenerà con costanza ed intensità.

Tra qualche giorno, riaprirà i battenti il così detto 'Mercatino delle pulci". Vanno in onda gli esami di riparazione, ma i prezzi sono alle stelle. Tutta colpa della crisi economiche. Tempi grami. Tempi di fame per i 'poviri e pacci'. Tempi di vacche magre, spighe vuote, austerity e settimo buco della cintura.

Domenico Salvatore 

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