Calcio in Calabria/Melito Porto Salvo, torna il campionato under 18 provinciale di Reggio Calabria con Calcistica Spinella-Aurora Reggio al Marosimone

10 ottobre 2017   16:38

Posted by Domenico Salvatore

CALCISTICA SPINELLA-AURORA REGGIO AL BATTESIMO DEL FUOCO PER LO SPORT, LA CULTURA, LA GLORIA

 

Da più di cento anni, milioni di calciatori, di tutto il pianeta, corrono come matti, dietro una sfera di cuoio. Non si sono stancati, annoiati, stufati o seccati. Anzi. Nemmeno le moderne generazioni a dire il vero.

A Melito, la squadra esiste da più di cento anni. Capitale del bergamotto e delle fabbrichette di cui si possono ancora ammirare i ruderi. Memoria minitur nisi eam exerceas.

A partire dalla formazione dell'ospedale. Aveva la serie C, ma non emerge da nessuna parte, perchè i falsari e gl'ingannatori, hanno cospirato, non si sa bene per quali reconditi fini o scopi. Storiucoli di...serie C.

 

Così la città dell'onorevole Tiberio Evoli (per decenni ci hanno detto che Melito, non abbia mai avuto un parlamentare; te pareva! E fin quando non ci siamo documentati, abbiamo giocato il ruolo dell'utile idiota o servo sciocco, come tanti ce ne siano stati e ce ne siano tutt'ora; perchè i gonzi, gli allocchi ed i creduloni, non sono una specie in estinzione)si deve accontentare di altri pennacchi: il calcetto per esempio.

Nel calcio a 5, il Melito Futsal di Gianluca Borruto, Carmelo Laganà e mister Mimmo Franco, senza nula togliere agli altri comprimari, ha avuto la serie A femminile e la B maschile. Ma nel calcio a 11, può vantarsi di aver avuto la serie D. Dopo gli  Anni Settanta del XX° secolo, naturalmente.

Certi storiografonzoli, più bugiardi di Pinocchio, vorrebbero farci credere, che Melito fino agli Anni Settanta, abbia avuto al massimo la seconda categoria; come oggi. Mistero: 70 anni di gloria, inghiottiti dal buco nero della Galassia Nana o Grande Nube di Magellano.

Cancellati con un colpo di spugna. Melito è abituata a vedersi ingannare dai truffatori di professione o dai falsari per vocazione dagli imbroglioni di mestiere, dottori dlcamara e azzeccagarbugli da strapazzo.

Scippata di importanti uffici (ENEL di zona, Pretura e Tribunale sezione staccata di  Reggio, Ufficio del Giudice di Pace, Carcere Mandamentale, Catasto, Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette, Ufficio di collocamento Circoscrizione di Melito, Ufficio Provinciale delle Poste, sezione staccata di Melito Porto Salvo, Scuola Regionale, Scuola per infermieri, Comunità Montana, Usl 30; non si sa come abbia pure perso il Distretto Scolastico, il Commissariato della Polizia di Stato ed il Distaccamento della Polizia Stradale; resistono stoicamente l'ospedale di zona, proditoriamente 'gratificato' come generale, i Vigili del Fuoco e l'INPS: per quanto tempo ancora?

Stiamo tentando, se avremo giorni lunghi, di recuperare qualche barlume di verità, mediante la pubblicazione di un volume dedicato alla storia del calcio a Melito porto Salvo.

Per amore di verità, si deve in grossa parte al sindaco Giuseppe Iaria, presidente e giocatore del Melito ed a Beniamino Pulitanò, assessore al ramo ed alla 'squadra' che ha lavorato in questa direzione, se la città del nulla, disponga di una struttura d'avanguardia.

Il 'Saverio Spinella', intitolato all'indimenticabile presidente della Nuova Melito, unanimemente ricordata come la più forte di sempre dopo l'appropriato restyling, presenta un colpo d'occhio davvero eccezionale.

Da Cenerentola a regina. Da pantano impraticabile o palude infame nel periodo autunnno-inverno e dune del deserto in primavera-estate  (quanti giocatori al Pronto Soccorso!), a stadio, degno di questo nome; con tanto di erbetta sintetica, tribuna e mini-gradinata.

Hanno calpestato il prato, atleti di serie D come la Valle Grecanica, di Eccellenza, Promozione, Prima, seconda e terza categoria, campionato Amatori e tornei giovanili e scolastici, domenicali, serali e notturni.

Sede anche di spareggi e recuperi infrasettimanali di gare in campo neutro. Calcistica Spinella ed Aurora Reggio, hanno onorato alla meglio ed alla grande l'impatto della stagione 2017-18,

Si gioca per vincere, imperativo categorico dello homo sapiens sapiens, rispettando la dignità dello sconfitto. Ma bisogna saper perdere. No alla violenza O.K.('pater dimitte illis, quia nesciunt quid faciunt') ma, bisogna cominciare dal rispetto delle regole, dal bon ton, il galateo ed il fair play dello zoon politikon, se non 'animale sociale o politico'.

 

Le società sportive, affrontano grossi sacrifici fisici, mentali e morali; se non economici. In primis promuovono il  messaggio educativo e di converso mens sana in corpore sano. Non perdono occasione per promuovere il dialogo ed il confronto delle idee

La storia c'insegna che i più meritevoli ( o più fortunati, ma i Latini dicevano che 'Unusquisque faber est fortunae suae') arrivino anche al mondo professionistico. Specialmente gli educati; plasmati dal demiurgo della società nel carattere e nella personalità.

Uno spazio a parte, merita il discorso degli arbitri. Vanno rispettati. Senza 'se' e senza 'ma'. Il bomber sbaglia un rigore od un goal a porta aperta e non viene messo in croce.

Il trainer non azzecca una nell'arco dei novanta minuti; il presidente, sbaglia a scegliere l'allenatore giusto, il libero fa un paio di buchi neri come quello del triangolo delle Bermude e non per questo, vengono messi alla gogna ed alla berlina. Oddio! Qualche volta, sì.

L'arbitro è un ragazzo come noi. Viene selezionato e frequenta il corso, dove c'è la seconda scrematura e se non bastasse, la terza. Ma poi è chiaro che l'esperienza fa maestri.

Una cosa è certa:senza arbitri non si può giocare al calcio; e non solo in questo importantissimo settore. Occorre accettare le sue decisioni e lasciarlo crescere.

Presto o tardi arriverà la moviola e l'occhio di falco anche nel mondo dilettantistico. Come prospettava il leggendario giornalista Aldo Biscardi, scomparso di recente.

Rispetto delle ragole e legalità aiuteranno tutti a crescere. Concordia res parvae crescunt, discordia maximae dilabuntur.

Domenico Salvatore

 

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 "Domenicu, ma ancora non ti stancasti, mi fa finta chi scatti fotografii! Scatta scatta, tantu, non c'è rullinu" A mia mi scattau trenta, a mia quaranta, a mia cinquanta e non vitti mai una!

BELLE QUESTE FOTO SENZA... RULLINO!