Calcio in Calabria 2^ ctg girone E/ Stangata del G.S.T. sul Futsal Melito, un anno di squalifica per il capitano, 1 punto di penalizzazione e partita persa a tavolino

30 novembre 2017    21:22

Posted by Domenico Salvatore

Il capitano Francesco Candito cade dalle nuvole, ma quando mai!!??Il verdetto scaturisce dal cervellotico referto arbitrale

CONDANNATO PER...NON AVER COMMESSO IL FATTO

 

Prima di entrare in argomento diciamo subito chiaro, forte e tondo che la violenza vada condannata a prescindere, senza 'se e senza 'ma'.

Il Giudice Sportivo non va sui campi di gioco e non assiste alle partite. Si limita ad esaminare i rapportini delle giacchette nere e sulla base della narrativa, emette le sue sentenze, per fortuna appellabili.

Al comunale di Gallico (rc) va in onda la gara Fortitudo-Futsal Melito, settima giornata del girone di andata, valevole per il Campionato di Seconda Categoria girone E Calabria.

Ognuno la racconta a modo suo. Come la vede e come la sente. Compreso l'arbitro.

In pieno recupero della prima frazione di gioco, si accende una mischia fra i giocatori delle due squadre. Volano parole grosse, spinte e controspinte.

Succede tutte le domeniche, ed i sabati; ma anche nelle partite infrasettimanali, di coppa e di recupero gare.

Di solito come comincia, finisce. Una buona parola del capitano, del presidente, del dirigente accompagnatore, del massaggiatore, una sgridata dei trainers e tutto ritorna alla normalità.

In questi casi è importante la postura o movenza dell'arbitro. Il suo intervento, il carisma, se ce n'è e qualche cartellino si sbarramento.

Noi, non c'eravamo sul campo e perciò, non facciamo gli sputasentenze, ma abbiamo sbirciato su internet la narrativa del referto. In ogni caso, non abdichiamo al nostro ruolo di giornalista.

Non siamo giustizialisti e forcaioli, nè bonisti ed innocentisti, ma non per questo, rinunceremo mai alla nostra opinione.

Ci sembra lacunosa, incompleta e parziale. Ma come? L'arbitro non ha visto? E che aveva due fette di prosciutto o di salame sugli occhi? Possiamo capire se sia una giacchetta nera avanti con gli anni,afflitto dai primi reumatismi e artrosi, lombalgia, emicrania, contratture, stiramenti, mal di schiena e via dicendo.

Ma da un giovane, scattante, prestante, atleticamente perfetto con dieci/decimi di vista, c'è da spettarsi efficienza, funzionalità, efficacia.

Un anno di squalifica per non aver commesso il fatto. Così vanno le cose in Italia.Capitan Francesco Candito, militanza in serie C2 e serie D, limpido esempio di onestà in campo e fuori, non merita quest'assurdo trattamento, che non sta nè in cielo, nè in terra.

Era rientrato dopo il noto infortunio che lo aveva appiedato e vedersi 'fulminato' dalle saette del 'Barbè' della Lega calabrese, lo ha annichilito; non ha colpito nessun arbitro a quanto si dice. Non è nel suo stile. Anzi di solito fa da paciere.

Ed è sempre il primo a chiedere scusa a porgere la mano a dare una pacca amichevole. sulla spalla. Anche per queste sue caratteristiche la società gli ha affidato da anni, la fascia di capitano.

La sconfitta a tavolino, potrebbe starci, usiamo il condizionale; non vogliamo danneggiare in nessun modo, con la nostra opinione, la Fortitudo Reggio, che comunque stava vincendo 2-0.

E neppure andiamo a prendere le difese del Futsal Melito. Non ce n'è bisogno. Lo farà Carmelo Laganà, nelle sedi opportune, presidente della società e rappresentante legale presso la Lega Calcio calabrese. Unico delegato a poterlo fare per Statuto e Regolamento federale.

Abbiamo sempre espresso la nostra opinione sui giornali cartacei ed on line, agenzie di stampa, radio e televisione ed in assemblea.

A noi interessa sempre e comunque la verità. A prescindere dalla simpatia dall'amicizia, dall'interesse di scuderia, campanile o fazione. Non stiamo con nessuno. Siamo stati sempre equidistanti.

Il punto di penalizzazione, ci può stare, accertata la verità, se inteso come deterrente contro le aggressioni fisiche, vere o presunte che siano.

Il Futsal Melito, non ha litigato da solo. Dall'altra parte c'era la Fortitudo, questo è certo. Che però, non aveva nessun interesse a scatenare una rissa, visto e considerato che stesse vincendo per 2-0.

Il factotum Domenico Tripodi, 'Mimmo' per gli amici, il trainer che ha portato il Bagaladi dei miracoli in Eccellenza, allenatore anche della Melitese, della Bovese ecc. è vaccinato a navigato e non si aspettava un simile verdetto. Ma non grida allo scandalo.

Prima, vuole vedere le carte e sentire la squadra, ma non starà con le mani in mano a rigirarsi i pollici.

Assolve i suoi calciatori che a suo dire, non hanno aggredito nessun arbitro. Un singolo giocatore, stando al referto, lo avrebbe urtato o colpito alle spalle, non si è capito bene. Altra cosa è una spinta, magari un po' vigorosa, ammesso e non concesso.

Tripodi, non vuole ribaltare la verità o raccontare falsità. O peggio far finta, che non sia successo nulla. Non è nel suo stile.

Privare la squadra del suo 'faro' per un anno, significa far entrare il Futsal Melito nel tunnel; col rischio del black-out. A parte le ripercussioni sul piano morale, spirituale e tecnico-tattico.

Francesco Candito, potrebbe pensare anche ad appendere le classiche scarpe al fatidico chiodo. Il suo ritiro anticipato dai campi di gioco, sarebbe una iattura per tutti. Perderebbe lo sport, il calcio, il Melito. Una punizione eccessiva, incredibile, inaccettabile.

 

Questa norma aberrante è da cancellare u r g e n t e m e n t e.Chi ha sbagliato paghi, questo è giusto. Ma la pena dev'essere equa e proporzionata.

Farsa o realtà, l'arbitro non va messo alla gogna, come si usa fare in questi casi. Va data la possibilità di mettere esperienza e sicurezza, di crescere, di maturare. 

I grandi arbitri come i Collina, i Nicchi, i Cardona, son partiti da lontano. Le loro decisioni, non erano sempre e comunque il Vangelo.

Si fa presto a mettere alla berlina il 'corbu niru', come veniva appellatto l'arbitro negli Anni Ottanta e Novanta.

Ci si dimentica, ma solo per un attimo, che non si possa giocare senza il fondamentale, indispensabile, insostituibile arbitro.

Francesco Catona localmente, Stefano Archnà responsabile regionale dell'AIA calabrese e soci, ed il suo successore Francesco Longo, hanno svolto un compito lodevole in questi anni.

Non solo hanno assicurato la fase del ricambio generazionale senza traumi, a parte le 'scosse di assestamento', ma soprattutto, hanno garantito a gettito continuo tutta una serie di arbitri giunti in serie A, B, C e D.

Un ottimo lavoro è anche quello dell'avvocato Saverio Mirarchi, presidente della Lega Calcio -Figc calabrese, che con la sua disponibilità e savoir-faire, sulla scia del leggendario prof Nino Cosentino, ha garantito equilibrio e prestigio.

La domanda  inevitabile e scontata è:ma quella partita andava sospesa o c'erano le condizioni per continuare se non per riprendere a giocare?

L'arbitro è intervenuto per far tornare la bonaccia. Ma intanto a pagare è stato soltanto il Melito. Un conto molto salato. Sarebbe stato meglio lasciare che le acque si calmassero da sole.

C'è tutto il tempo e lo spazio per rimediare agli errori commessi. Da una parte e dall'altra. Se 'veramente' ci sia la volontà per farlo.

Domenico Salvatore

 

Le foto sono di repertorio

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