Calcio fuori Calabria/ La bella favola della calciatrice sedicenne, Rebecca Laface ( serie B a 11), piccole donne crescono

05 dicembre 2017     08:19

Posted by Domenico Salvatore-

 

Calcio femminile a 11/Dal Giare Melito Calcio all'Apulia Trani, passando per la Nebrodi

IL SOGNO DI REBECCA E' LA MASSIMA SERIE E FORS'ANCHE LA NAZIONALE, MA INTANTO E' FELICE DI GIOCARE IN SERIE B

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Rebecca Laface nata il 02/12/2000 a Melito di Porto Salvo Provincia di RC. Frequenta il 3 liceo sportivo “A. Volta “ di Reggio Calabria. Inizia a giocare a calcio all’età di 8 anni ama incondizionatamente tutti gli sport, per lei lo sport è vita, ma la sua vera passione è il calcio.

Passione nata seguendo il fratello più grande, “la gioia che sprigionava quando giocava a calcio a fatto scattare in me una passione che ancora oggi mi porto dentro in modo indescrivibile” tanto da “costringere” i miei genitori a dare vita ad una scuola calcio “Melito Calcio” oggi “Pol.Gi.A.Re.”.

I miei primi tifosi mio papà che mi sostiene e mi affianca in tutto e mio fratello, mia madre all’inizio cercUn bambino di 10 anni, fiorentino, è morto sabato scorso dopo un intervento chirurgico all'ospedale Meyer di Firenze.

Il piccolo una ventina di giorni fa era stato sottoposto, secondo quanto spiegato dall'Azienda ospedaliera Meyer, a un primo intervento di natura neurochirurgica, durante il quale i medici sospettarono la presenza di una grave patologia.

Sottoposto a un secondo intervento il piccolo è morto sabato scorso nel reparto di rianimazione per le "complicanze intercorse". I genitori hanno presentato oggi un esposto in procura per capire le cause del decesso. L'Azienda ospedaliera Meyer fin da subito aveva avviato accertamenti e i medici del team neurochirugico avevano chiesto un esame autoptico.
Gli accertamenti che saranno effettuati sul corpo del bambino dovranno stabilire se la patologia, emersa durante la degenza all'ospedale Meyer dopo il primo intervento, possa essere stata la causa delle complicazioni che ne avrebbero causato la morte.ava di dissuadermi indirizzandomi verso altri sport come la pallavolo ma quando ha capito che il calcio mi aveva presa dentro si è rimboccata le maniche ed ha realizzato la scuola calcio  presso la ns struttura a Melito di Porto Salvo.

Sono cresciuta in ambiente che mi ha ben formata sia tecnicamente che caratterialmente,  bagaglio che porterò  sempre con me …. Questo grazie a tutti gli istruttori che contribuiscono a fare della Pol.Gi.A.Re. un punto di riferimento del ns territorio, Mr. Nino Malacrinò, Roberto Battaglia, Scordo Filippo, Ciccio Bacciglieri e per un periodo Ciccio Marra….

A loro devo tutto quello che sono ….  Il mio ruolo è centrocampista centrale, i goal mi piace farli segnare… almeno tento…  Ho partecipato, giocando con i maschietti, a tutti i campionati del settore giovanile e scolastico organizzati dalla FIGC e dai vari enti di promozione, pulcini, esordienti, e giovanissimi, riuscendo ad ottenere insieme ai miei compagni tante soddisfazioni, partecipando a finali nazionali, e portando a casa non poche coppe.

Al compimento dei 16 anni  mi sono dovuta “staccare” e proseguire il mio percorso, sono entrata a far parte della squadra del Nebrodi femminile che disputa il campionato  nazionale di serie “B” femminile girone “D”. Sono fortunata perché mi sono ritrovata in un ambiente non molto diverso dal mio, ambiente familiare, dove tutti i genitori contribuiscono a far si che il sogno delle loro figlie, giocare a calcio, diventi realtà…

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Mi alleno quattro volte a settimana due con i ragazzi della mia scuola calcio, una volta in piscina  il venerdì  ed ogni qual volta mi e possibile con la squadra del Nebrodi per poi disputare la partita la domenica.

Questo grazie anche alla scuola, Lo scientifico “ A.Volta” che mi sostiene, il sabato e spesso il lunedì sono assente , mi è stato affiancato un Prof. Come tutor per non rimanere indietro. 

Quali sono i miei sogni calcistici, be sicuramente continuare a giocare ancora per tantissimo tempo, la nazionale, la serie “A” e poter giocare a calcio da professionista non tanto per  una questione economica ma per essere trattata  come tale, con la consapevolezza da parte di tutti che anche la donna, qualsiasi sport pratica, lo fa con professionalità, e scendere in campo sotto lo sguardo di chi ti vede  da quell’angolazione fa parte dei miei sogni……

Da piccola ho partecipato insieme a Mr. Nino ad un campus dell’Arsenal, sogno ancora di poter vestire quella maglia. Cosa consiglierei a bambine e bambini, di conservare negli scatoloni tutti i giochi tecnologici e iniziare a fare sport,  fin da piccoli, perché lo sport è un educatore naturale, prepara il corpo e la mente alla crescita umana e culturale della persona.

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Ritengo di essere stata fortunata ad avere dei genitori che non mi hanno mai regalato questi giochi ma che mi hanno fin da bambina fatto  fare tanto sport. Tutti quei momenti trascorsi insieme ai miei compagni di calcio, vittorie, sconfitte, semplici risate, sacrifici, la gioia di  alzare una coppa, nessuna playstation potrebbe mai avermele regalate,  giuro sono i momenti più belli ed indescrivibili e che con orgoglio mi porterò dietro. 

Ai genitori che cercano di distogliere le loro figlie da questo sport  vorrei gridare che stanno sbagliando, non è vero che la ragazza che gioca a calcio si rovina il corpo si fa i muscoli diventerà maschiaccio,  se guardo allo specchio il mio corpo mi dice tutto il contrario…. 

Non è vero che la ragazza che gioca a calcio obbligatoriamente sia lesbica, queste sono cose che vanno oltre ad una sfera ad un pallone ……. E che nessuno di noi deve giudicare …. Io sono felice quando calcio un pallone …. E cosa cè di più bello se non la felicità . Lo giuro lo sport è un’esperienza meravigliosa. Fonte Giare

 

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